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Il titolare di un salone che ha la leadership del suo gruppo si pone come una guida, ascoltando e dando il buon esempio... così ogni difficoltà diventa una nuova occasione di crescita e confronto.

SEI MOZZO O CAPITANO?

“Armiamoci e PARTITE” è il motto di quei capi che non sanno cosa sia la leadership.

Al contrario i LEADER sono quei titolari che si pongono come una GUIDA per i propri collaboratori e prima di chiedere sanno dare il buon esempio.

 

Il leader è in grado di raddrizzare il timone quando la barca viene sorpresa da un’onda anomala o da una tempesta. Tutto quello che gli accade intorno dipende da lui ed è lui a dover rimettere in equilibrio le forze di opposizione.

 

Un esempio di onda anomala che può colpire inaspettatamente la quotidianità di un parrucchiere è un collaboratore giovane che rifiuta la formazione.

 

Se sorge un problema del genere con un collaboratore giovane dobbiamo fare tre considerazioni.
 

1.   La prima è che abbiamo commesso un errore a monte, addirittura nel momento del colloquio, perché

quando assumiamo abbiamo l’obbligo di mettere subito in chiaro le nostre regole, tra cui l’importanza fondamentale della formazione.

È essenziale che i collaboratori capiscano che la formazione è per loro una grande opportunità e per noi un gesto di fiducia e un investimento che facciamo sul gruppo.

 

CRESCERE E MIGLIORARCI NON È UN NOIOSO COMPITO IN CLASSE, È UN’AVVENTURA.

 

2.   La seconda considerazione è che il datore di lavoro non deve costruire per i propri dipendenti una

“comfort zone” in cui proteggerli, ma creare un terreno fertile in cui possano crescere anche nelle difficoltà.

 

3.   Infine non bisogna dimenticare la faccenda del “buon esempio”, che non è solo un modo di dire, ma una

pratica quotidiana e costante. Tutti noi dobbiamo migliorare e per farlo dobbiamo metterci in gioco, capire cosa facciamo bene e cosa male, e poi imparare. La tua formazione sarà diversa da quella di un collaboratore giovane, il quale deve certamente migliorare le maestranze del parrucchiere (tecniche di taglio, colorazione, acconciatura, piega…); mentre tu devi probabilmente ampliare le tue conoscenze imprenditoriali e gestionali. La crescita è una prerogativa (e un’opportunità) per tutti, indipendentemente dall’età e dall’esperienza.

 

Come affrontare a questo punto il problema con il collaboratore difficile?

Anzitutto facendo un passo indietro.

Se uno membro dello staff è rimasto indietro cerchiamo di andargli incontro a riprenderlo.

 

Dimostriamoci empatici e comprensivi.

Diamogli una spiegazione chiara su cosa ci aspettiamo da lui, senza caricarlo di pressioni, offrendogli l’occasione di diventare autonomo un po’ alla volta.

L’inesperienza è una fase che abbiamo vissuto tutti, ma con caratteri e approcci diversi.

 

C’è chi si lancia nel buio, a volte senza avere gli strumenti o la consapevolezza dei propri mezzi,

e c’è chi si pianta sui piedi come un mulo e non si smuove da lì perché spaventato.

 

Così come va sostenuto e seguito il coraggioso,

allo stesso modo dobbiamo incoraggiare e spingere l’insicuro.

 

Il leader è una guida che indica la rotta, tiene il timone e dà istruzioni a tutta la ciurma affinché la barca navighi a vele spiegate!

 

La leadership si sviluppa con l’esperienza e proprio difficoltà di questo genere ci permettono di migliorarla e renderla stabile e sicura.

Perciò, paradossalmente, siate grati delle problematicità che sorgono con il vostro staff perché superarle vi renderà ancora più forti.

 

P.S.

Sapevi che al LUCA PICCHIO LIVE l’ingresso è valido per due persone?


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